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Ferdinando di Borbone e Lucia Migliaccio

Ferdinando di Borbone e Lucia Migliaccio sono tra le coppie protagoniste della rubrica di maggio dei Diari Reali Innamorarsi a Corte: amori, coppie e matrimoni.

Il 27 novembre 1814, a due mesi circa dalla morte della regina consorte, Ferdinando di Borbone sposò a Palermo in seconde nozze con matrimonio morganatico la nobildonna siciliana Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia, vedova del principe di Partanna, don Bendetto Maria Grifeo.

Il sovrano conobbe Lucia a Palermo durante il suo primo soggiorno in Sicilia, tra il 1799 e il 1801, ma solo qualche anno più tardi, nel suo secondo esilio a causa dell’occupazione francese del regno di Napoli, ne approfondì la conoscenza e fatalmente divennero amanti.

Il re amava intensamente la sua giovane sposa e, appena tornato a Napoli nel 1815, le donò come pegno d’amore un grande parco situato sulla collina del Vomero, denominato “La Floridiana”. Qui dove trascorsero lunghi soggiorni, si narra che Ferdinando le regalò anche preziosi gioielli, fra questi un diamante di pregiata fattura che il sovrano aveva ricevuto da Maria Teresa d’Austria, madre di Maria Carolina, come regalo di nozze. La loro unione durò più di 10 anni, senza tuttavia la nascita di nessun figlio.

Nonostante fosse una regina senza corona, Lucia era stata capace di farsi amare dall’intera corte ad eccezione del primogenito del re, Francesco I, che alla morte del padre ereditò la corona delle Due Sicilie. Pare che l’astio tra i due fosse tale che il sovrano costrinse il figlio a firmare un documento in cui questi si impegnava a garantire alla nobildonna lo stesso tenore di vita fino alla fine dei suoi giorni. 

Dopo la morte di re Ferdinando, avvenuta il 4 gennaio 1825, Lucia piombò nel dolore e nello sconforto per la perdita del suo amato e, a distanza di pochi mesi, si spense dopo una lunga malattia a Napoli il 26 aprile 1826, a Palazzo Partanna in piazza dei Martiri, dove si era ritirata pubblicamente. 

I funerali, a cui Francesco I decise di non partecipare né farsi rappresentare da alcun dignitario di corte, furono solennemente celebrati nella chiesa di San Ferdinando a Piazza Trieste e Trento, dove fu sepolta per espressa disposizione di re Ferdinando.

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