“L’uomo non si nutre di solo pane, ma anche di valori spirituali e di riflessioni alimentate dalle memorie.”
STEFANO DE CARO
Per la rubrica “Personaggio del mese” in questo articolo vi presentiamo Stefano De Caro, archeologo e professore napoletano di fama internazionale.
Nato a Boscoreale il 5 aprile 1950, Stefano De Caro, dopo la laurea in Lettere e Filosofia (Lettere Classiche) nel 1972 presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, ha poi proseguito i suoi studi di antichistica alla Scuola Nazionale di Archeologia fino al 1975, presso l’Università degli Studi “la Sapienza” di Roma, e infine alla Scuola Italiana di Archeologia di Atene, in Grecia.
La carriera di De Caro ebbe inizio nel 1975, quando vinse il concorso per Ispettore Archeologo nei ruoli del neonato Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, al quale fece seguito quello di Ispettore archeologo in Molise, ricoperto tra il 1976 e il 1977 e successivamente in Campania.
Alcuni anni dopo ottenne l’incarico di dirigere gli scavi di Pompei, sito per il quale, nel 1981, svolse anche funzioni di coordinamento locale dell’operazione di rilevamento dei danni causati dal terremoto del 1980 e digitalizzazione dei report.
Per breve tempo Soprintendente Speciale per gli interventi post-sismici in Campania e Basilicata, nel 1991 divenne Soprintendente per i Beni Archeologici delle province di Napoli e Caserta. In seguito, assunse la soprintendenza e la direzione dei Beni Culturali e Paesaggistici della regione Campania.
Dal 2007 al 2010 Stefano De Caro è stato Direttore Generale delle Antichità al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, assistendo il Ministro dell’epoca su questioni relative ai programmi di conservazione, all’organizzazione delle attività degli organi periferici per la conservazione e la gestione del patrimonio archeologico, e alla formulazione di direttive nazionali relative all’archeologia preventiva e alla gestione delle risorse culturali. Ha avuto un ruolo anche in alcuni negoziati per la restituzione di reperti archeologici illecitamente esportati all’estero.
Dopo il pensionamento, nel 2010, ha proseguito le sue attività di consulenza per progetti espositivi in Cina, Francia, Italia e Russia.
In qualità di Rappresentante Ufficiale del Governo Italiano al Consiglio dell’ICCROM (organizzazione intergovernativa che ha lo scopo di promuovere la conservazione di tutte le forme di patrimonio culturale), incarico che ha ricoperto dal 2008 al 2011, De Caro entrò a far parte dell’organismo internazionale, del quale, nel novembre 2011, in occasione della XXVI Assemblea Generale è stato eletto Direttore Generale contribuendo alla formazione professionale nel campo della conservazione e del restauro del patrimonio culturale nel mondo.
Fino a febbraio 2021 il professore De Caro ha fatto parte del Consiglio Scientifico del Parco Archeologico di Pompei.
Stefano De Caro ha al suo attivo, inoltre, più di 250 pubblicazioni, tutte incentrate sull’archeologia e sulla conservazione dei paesaggi culturali. È membro di diverse associazioni scientifiche nel campo dell’archeologia e detentore di premi e riconoscimenti, tra cui la nomina a Cavaliere della Legion d’Onore della Repubblica Francese e quella a Cavaliere, Commendatore e Grande Ufficiale della Repubblica Italiana.
Tra i suoi titoli c’è, infine, quello di docente universitario di discipline archeologiche e del patrimonio presso numerose università italiane e straniere.