Il cinema racconta il passato e, allo stesso tempo, apre un dialogo sul futuro dei territori. Da martedì 27 a venerdì 30 ottobre 2026 torna FAB! – Festival dell’Archeologia di Bacoli, che per la sua quarta edizione rinnova l’appuntamento nel Parco Borbonico del Fusaro, sulle rive del lago dove i Borbone avevano la loro riserva di caccia e pesca e dove si affaccia la Casina Vanvitelliana.
Organizzato da TILE Storytellers e diretto da Nicola Barile, il festival nasce nei Campi Flegrei con un’idea precisa: fare dell’archeologia un’occasione di conoscenza e partecipazione, mettendo in relazione i film, i luoghi e le comunità che li vivono. Al centro del programma ci sono le proiezioni dei documentari in concorso, una selezione che unisce produzioni italiane e internazionali, da Turchia, Grecia, Spagna, Serbia, Armenia e Polonia, a lavori nati proprio in area flegrea, come A Caldera Mov(ie) e Il viaggio di Apione. Un percorso che, come sottolinea lo stesso direttore, va dai Campi Flegrei al mondo.
La novità del 2026 è la partnership con Archeofestival, promosso dal Gruppo Archeologico “Terramare 3000”, che assegnerà uno dei due premi del concorso. La collaborazione parte dalla giornata inaugurale con la presentazione del Parco Archeologico e Naturalistico di Longola, a Poggiomarino, e prosegue con un confronto tra area flegrea e vesuviana sulla valorizzazione turistica: borghi, archeologia, paesaggi, enogastronomia e produzioni identitarie, in un’ottica di accoglienza che porti benefici alle economie locali nel rispetto delle comunità.
Come ogni anno, grande spazio alle scuole, con i laboratori di Militum Schola e la presentazione di A Caldera Mov(i)e. Cosa non vedo dalla mia finestra, il progetto di educazione al cinema che ha guidato gli studenti a guardare con occhi nuovi la caldera flegrea.
Tra i partner dell’edizione, insieme al Comune di Bacoli, a Film Commission Regione Campania e al CIC – Centro Ittico Campano, anche l’Associazione “Siti Reali” e il circuito Royal District, che sostengono un evento capace di unire patrimonio borbonico, giovani, cultura e territorio.